Luca nel laboratorio di Dexter

Conoscere il mondo per cambiarlo

Colpevoli di esistere: cosa succede alle persone LGBT+ nel mondo
Tempo di lettura 5 min

C’è un crimine silenzioso che si consuma ogni giorno, in decine di paesi, lontano dalle telecamere. Non riguarda ladri o assassini. Riguarda persone che amano qualcuno del proprio sesso. La persecuzione LGBT+ nel mondo è una realtà brutale, sistematica e purtroppo ignorata.

Persecuzione LGBT+ nel mondo: 63 paesi in cui esistere è illegale

A giugno 2026, l’omosessualità è reato in 63 paesi del mondo. Nel 1989 erano circa 130. Un calo reale, ma che non consola chi oggi vive in quei posti.
Non si tratta di discriminazione sociale, di sguardi ostili o commenti feroci. Si tratta di leggi dello Stato, di prigioni ed esecuzioni.
In molti di questi paesi esistono corpi di polizia appositamente addestrati per individuare le persone omosessuali. Usano informatori, trappole e sorveglianza. L’obiettivo è inequivocabile: stanare chi ama nel modo sbagliato.

La persecuzione LGBT+ nel mondo: dove si rischia la vita

In diversi paesi, tra cui Iran, Yemen, Afghanistan e Arabia Saudita, i rapporti omosessuali possono essere puniti con la pena di morte o con condanne che, in determinate circostanze, possono portare all’esecuzione. In Iran le pene di morte per omosessualità sono documentate da decenni. Le autorità arrestano spesso gli accusati dopo le denunce di familiari, vicini o persone con cui hanno avuto contatti.


In Africa la situazione è altrettanto feroce. In Uganda esiste la pena di morte per i casi definiti di “omosessualità aggravata”. In Mauritania, nella Nigeria settentrionale e in Somalia vale la stessa condanna. Nel Gambia, Ghana, Sierra Leone e Tanzania si rischia il carcere a vita. A settembre 2025, il Burkina Faso ha criminalizzato l’omosessualità.

Il Washington Post ha definito l’Africa subsahariana un “blocco quasi unanime di intolleranza”. Sebbene questa fotografia rifletta la linea ultra-conservatrice di molti governi dell’area, la realtà del continente resta spaccata a metà, con importanti eccezioni storiche o recenti (come il Sudafrica o la Namibia) che si muovono per fortuna in direzione opposta.

Storie reali: quando la legge diventa carneficina

I casi documentati raccontano una violenza che va oltre ogni immaginazione.


In Iran, nel 2005, Mahmoud Asgari e Ayaz Marhoni furono impiccati pubblicamente a Mashhad. Avevano rispettivamente 16 e 18 anni. Le fotografie della loro esecuzione fecero il giro del mondo, ma non bastarono a cambiare nulla. Per essere precisi, le autorità iraniane sostennero che la condanna fu per stupro, non per omosessualità. Tuttavia, le organizzazioni internazionali per i diritti umani contestarono questa versione, denunciando come il regime di Teheran utilizzi sistematicamente false accuse di reati gravi per mascherare le esecuzioni a sfondo omofobo ed evitare la condanna internazionale.


In Cecenia, a partire dal 2017, sono emersi rapporti veramente agghiaccianti su campi di detenzione segreti dove uomini sospettati di essere gay venivano sequestrati, torturati con scosse elettriche e in alcuni casi uccisi. Alcuni funzionari ceceni arrivarono addirittura a negare pubblicamente l’esistenza degli omosessuali nel paese.


In Uganda, dopo l’approvazione dell’Anti-Homosexuality Act nel 2023, si sono moltiplicati i casi di persone cacciate di casa, licenziate, aggredite per strada o consegnate alla polizia dai familiari. Viene riportato che alcune sono addirittura morte tragicamente nel tentativo di fuggire dal paese. Il caso di Wendy Faith e Alesi Diana Denise è molto toccante: le autorità hanno arrestato due giovani donne, una musicista di ventidue anni e una ragazza di ventuno, dopo la denuncia di un membro della comunità.


In Arabia Saudita, nel 2019, un uomo è stato condannato a oltre duemila frustate e dieci anni di carcere per aver avuto contatti omosessuali individuati attraverso il suo telefono. Non aveva fatto nulla in pubblico. Esisteva, semplicemente, nel modo sbagliato.


Questi purtroppo non sono episodi isolati.

Persecuzione LGBT+ nel mondo: i paesi che cambiano e quelli che tornano indietro

Il progresso esiste, ma è fragile.
La Namibia ha depenalizzato l’omosessualità nel 2024. Ma nello stesso periodo il Mali ha introdotto pene fino a sette anni di carcere per le relazioni tra persone dello stesso sesso. In Trinidad e Tobago una legge che criminalizzava le relazioni omosessuali era stata abolita, poi ripristinata. Oggi 38 paesi riconoscono il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Altri 11, tra cui l’Italia, prevedono forme di unione civile.

Persecuzione LGBT+ nel mondo: cosa pensano gli europei

In Europa l’omosessualità non è reato. Ma questo non significa che tutto vada bene.
Un sondaggio Ipsos in 23 paesi mostra che il 71% degli intervistati ritiene che le coppie omosessuali debbano potersi sposare o unire legalmente. In Svezia si arriva all’86%. Ma i numeri nascondono crepe estremamente profonde.
Il rapporto Ipsos 2025 invece, registra un calo nel sostegno alle politiche di inclusione LGBT+ in diversi paesi. In Italia, sebbene l’83,4% dei cittadini si dica favorevole a tutelare legalmente le unioni tra persone dello stesso sesso, il consenso cala quando si parla di matrimonio egualitario vero e proprio.

Tiriamo le somme

Ho scelto di pubblicare questo articolo proprio nel mese del Pride. Un mese che in Europa e in gran parte dell’Occidente è diventato sinonimo di festa, sorrisi, colori e bandiere arcobaleno. Ma mentre nelle piazze di Milano, Madrid o Berlino si balla e si festeggia, in Iran le persone vengono ancora condannate a morte, in Cecenia documentate torture contro uomini sospettati di essere gay, e in Uganda la legislazione ha favorito denunce e persecuzioni. Il Pride ha senso solo se non ci si dimentica di chi purtroppo non può permettersi di festeggiare.


Le persone arrestate, picchiate, uccise in questi paesi non sono diverse da chiunque legga queste righe. Questo cari lettori, non dobbiamo mai dimenticarcelo. Hanno gli stessi desideri, le stesse paure, lo stesso bisogno di essere amate. L’unica cosa che le separa da una vita libera è il paese in cui sono nate.
Scrivere di loro, in questo mese, era il minimo che si potesse fare. Perché il Pride non è solo un corteo. È la vittoria di chi non deve più nascondersi per sopravvivere. La persecuzione LGBT+ nel mondo non riguarda soltanto paesi lontani, ma rappresenta una lotta per chiunque creda nei diritti umani universali.

DPIL (Domanda per il lettore 😊)

“Riuscireste a vivere una vita intera nascondendo una parte di voi per paura delle conseguenze?

Luca Muzi

Castel Viscardo 📍

Se ti è piaciuto questo articolo, dai un’occhiata anche ad altri contenuti 😊

lucanellaboratoriodidexter.org

‐———-

Fonti


Ipsos – LGBT+ Pride Report 2024 e 2025
Università di Verona / Università di Pavia – L’opinione pubblica italiana e i diritti LGBT+, 2024

Human Dignity Trust – Rapporto sulla criminalizzazione dell’omosessualità 2025


Human Rights Watch – They’re Putting Our Lives at Risk, Uganda 2025


Human Rights Watch – Rapporto sulla persecuzione dei gay in Cecenia, 2017


Amnesty International – Caso di omosessualità aggravata in Uganda, 2023


Novaya Gazeta – Inchiesta sulla persecuzione degli omosessuali in Cecenia, 2017

11 risposte a “Colpevoli di esistere: cosa succede alle persone LGBT+ nel mondo”

  1. Avatar valy71

    È terribile che nel mondo si sia ancora così indietro. Andrebbe rispettata la volontà di vivere secondo il proprio modo di sentire.

    1. Avatar Luca Muzi

      Condivido 👍

  2. Avatar baglio2013

    Il problema è stabilire i limiti.
    Di tutto.
    E a volte (anzi sempre) non ci si riesce.

  3. Avatar Evaporata

    E pensare che in ogni parte del mondo esistono uomini regolarmente sposati, o accompagnati con donne, e anche con figli, che frequentano assiduamente gay, ovviamente di nascosto, dichiarandosi decisamente etero.

    1. Avatar Luca Muzi

      Hai toccato il punto centrale. Davanti a certe realtà, la prima domanda che mi è venuta in mente mentre scrivevo l’articolo è stata proprio questa: ma siamo sicuri che l’essere umano sia effettivamente umano? O se ne dimentica troppo spesso? Grazie per aver letto il pezzo e per questa riflessione.

      1. Avatar Evaporata

        Ho qualche amico gay, e, uno in particolare, mi dice che spessissimo ha rapporti con maschi dichiarati, uomini distinti con famiglia e figli a carico.

      2. Avatar Luca Muzi

        Come “esseri umani” avremmo gli strumenti intellettuali per capire, accogliere e superare le barriere, eppure scegliamo la via più facile e meschina: quella del pregiudizio. Finché racconterò storie su questo blog, cercherò sempre di smontare questa maledetta ipocrisia.

  4. Avatar elyas

    Per come la vedo io (alzi la mano chi non gliene importa niente) ci sono solo esseri umani. Genere, orientamento e tutte le altre categorie nelle quali incaselliamo qualsiasi cosa non dovrebbero descrivere e circoscrivere nessuno.

    Solo esseri umani e tutti di una sola razza, figli dello stesso DNA.

    Juventini esclusi, ma questo è un altro discorso (solo per alleggerire, eh)

    1. Avatar Luca Muzi

      Condivido! Su tutto 😜🖤💙

    1. Avatar Luca Muzi

      Ti ringrazio 🙏

Rispondi

Articoli recenti

Scopri di più da Luca nel laboratorio di Dexter

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere