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Hong Kong: quando una bara diventa un appartamento

Nel cuore di una delle città più ricche del mondo, migliaia di persone vivono in spazi così piccoli da essere chiamati “case bara”. Sono i “coffin homes”, di Hong Kong, un fenomeno abitativo che rappresenta uno degli esempi più estremi della crisi immobiliare globale.

Cosa sono le case bara

Le case bara sono micro-appartamenti che misurano solitamente tra i 4 e i 15 metri quadrati, appena sufficienti per contenere un letto, qualche oggetto personale e poco altro. Spesso si tratta di appartamenti più grandi, suddivisi in decine e decine di cubicoli, con inquilini che condividono un unico bagno e una cucina comune.
Esistono diverse tipologie di micro-abitazioni a Hong Kong. Le “cage homes” sono letteralmente gabbie metalliche impilate una sull’altra, mentre i “cubicle apartments” sono stanze minuscole separate da pareti di compensato o rete metallica. In alcuni casi, gli abitanti dormono in letti a castello in spazi condivisi, senza alcuna privacy.

Fonte: Vanity Fair

Le cause del fenomeno

Hong Kong è una delle città più care al mondo per quanto riguarda il mercato immobiliare. La scarsità di terreno edificabile, combinata con una popolazione di oltre 7 milioni di persone (concentrate in un’area limitata), ha fatto schizzare i prezzi alle stelle.
Secondo i dati riportati da luigiottolini.it, nel 2026 il costo medio di un appartamento a Hong Kong è di circa 42.000€ al metro quadrato. La città detiene anche un primato: un appartamento ha raggiunto il valore di 155.000€ al metro quadrato. Ad Hong Kong i quartieri centrali ospitano grattacieli di lusso e appartamenti milionari, nei distretti più poveri come Sham Shui Po e Mong Kok invece proliferano questi micro-alloggi. Secondo idealista.com i prezzi si aggirano dai 350€ al mese (1,5 mq), fino ad arrivare a 600/700€ (10 mq).

Fonte: Il Corriere della sera

Chi vive nelle case bara

Gli abitanti delle case bara provengono da contesti diversi, con una storia purtroppo già vista e rivista. Molti sono anziani che vivono con pensioni insufficienti e di conseguenza non possono permettersi nulla di meglio. Altri sono lavoratori migranti, persone che hanno perso il lavoro o che hanno attraversato crisi personali gravi. Alcuni giovani professionisti, all’inizio della loro carriera, si trovano costretti ad accettare queste condizioni per rimanere in città.
Le condizioni di vita sono estremamente difficili. Non c’è spazio per cucinare adeguatamente, studiare o ricevere visite. L’aria è ovviamente viziata, l’umidità elevata e la privacy praticamente inesistente. Molti abitanti sviluppano problemi di salute fisica e mentale a causa dello stress e delle condizioni igieniche precarie.

Fonte: AsiaNews

Le risposte istituzionali

Il governo di Hong Kong ha riconosciuto il problema e ha promesso di aumentare gli alloggi pubblici, ma i tempi di attesa per ottenere un appartamento popolare possono arrivare fino a cinque o sei anni (ma a noi questo non stupisce, elemento off topic scusate). Nel frattempo, il numero di persone che vivono in condizioni abitative inadeguate è stimato tra le 200.000 e le 250.000 persone.
Diverse organizzazioni non governative hanno lanciato l’allarme, documentando le condizioni di vita. La Society for Community Organization (SoCO), in particolare, ha condotto ricerche approfondite sul fenomeno.

Fonte: Milano città Stato
Una questione di dignità

Le case bara di Hong Kong sollevano interrogativi profondi sulla giustizia sociale. In una città che si vanta di essere un “centro finanziario globale”, ma poi lascia che migliaia di cittadini vivano in condizioni paragonabili a quelle di una prigione, rappresenta “senza se e senza ma” un fallimento collettivo.
Anche se Hong Kong è indubbiamente un caso estremo, molte altre grandi città del mondo stanno affrontando crisi abitative simili. Ne parleremo sicuramente in futuro.

Fonte: Avvenire
Conclusione

Dietro ogni statistica, dietro ogni metro quadrato misurato, c’è una persona con una storia, che ha sogni e dignità. C’è l’anziano che ha lavorato tutta la vita e ora si ritrova a vivere in uno spazio più piccolo di un parcheggio. C’è il giovane che studia di notte sotto la luce fioca di una lampadina, cercando di costruirsi un futuro migliore. C’è la madre che cerca di mantenere un senso di normalità per i suoi figli, nonostante le pareti di compensato e i rumori dei vicini a pochi centimetri di distanza. Tutto questo è profondamente triste.
Queste persone non chiedono lusso o privilegi. Chiedono semplicemente quello che dovrebbe essere un diritto fondamentale: uno spazio in cui poter vivere con dignità, dove potersi riposare dopo una giornata di lavoro, dove poter respirare senza sentirsi soffocare, dove poter essere semplicemente umani. La loro forza interiore di fronte a condizioni così difficili è commovente e non dovrebbe essere necessaria.
La vera ricchezza di una società non si misura dall’altezza dei suoi grattacieli o dal valore del suo mercato finanziario, ma da come tratta i suoi membri più vulnerabili. Ogni casa bara abitata è un promemoria doloroso. Abbiamo ancora molta strada da fare per costruire città che siano case per tutti, non solo per pochi fortunati.

La domanda che dovremmo porci è semplice. Quale tipo di società vogliamo costruire per il futuro?

Piccola parentesi

Mentre sto scrivendo, la mia mente non riesce a rimanere concentrata. È stata una giornata emotivamente molto dura per me e spero di non aver commesso errori. In tal caso fate finta di nulla. Avevo messo nel conto di non uscire questa settimana, ma siamo comunque qua. In futuro spero di riuscire sempre ad esserci, nonostante tutto.

Avevo bisogno di scriverlo.

Un abbraccio.

Luca Muzi

Castel Viscardo 📍

4 risposte a “Hong Kong: quando una bara diventa un appartamento”

  1. Avatar pensierini

    Che claustrofobia. Ma poveretti. Mi pare che anche in Giappone ci siano dei letti-avello simili. Tremendo.

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  2. Avatar Le perle di R.

    Concordo con la tua conclusione.

    Ti auguro tanta forza per affrontare la tua parentesi personale.

    Piace a 2 people

    1. Avatar Luca Muzi

      Ti ringrazio tanto 🙏

      Piace a 1 persona

  3. Avatar maria allo

    Senza una corretta distribuzione delle abitazioni e un minimo rispetto per la dignità umana, qualunque progresso economico o tecnologico rimane una facciata vuota: brillante agli occhi, ma del tutto inutile per creare un futuro che non sia solo un’altra illusione ben confezionata.Grazie Luca

    Piace a 1 persona

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