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Quando il successo degli altri fa male: comprendere l’invidia per disinnescarla

Vorrei aprire il primo contenuto del 2026 augurando a tutti un buon anno.

Esiste un fenomeno diffuso e spesso nascosto: il risentimento verso chi raggiunge il successo. Che si tratti di un collega promosso, un amico che avvia un’impresa redditizia, o un conoscente che ottiene riconoscimenti pubblici, non è raro osservare reazioni che oscillano tra il rammarico contenuto e l’ostilità.

Le radici culturali del fenomeno

La risposta al successo altrui varia significativamente tra culture diverse. In alcune società nordeuropee, per esempio, esiste il cosiddetto “Janteloven” (Legge di Jante), un codice sociale non scritto che scoraggia l’autoaffermazione individuale e valorizza invece l’uguaglianza e la modestia. Chi si distingue rischia di essere percepito come arrogante o di volersi elevare sopra gli altri. Vi consiglio un articolo del sito internet istitutoculturalenordico.it che approfondisce questo tema:

https://www.istitutoculturalenordico.it/la-legge-di-jante/

Nelle culture mediterranee e latine invece, il fenomeno assume sfumature diverse. L’invidia sociale può manifestarsi attraverso il gossip, la minimizzazione dei meriti altrui, o l’attribuzione del successo legato esclusivamente alla fortuna, raccomandazioni o comportamenti scorretti. Espressioni come “chissà cosa ha fatto per arrivare lì” o “avrà avuto le conoscenze giuste” rivelano questa tendenza a screditare i risultati positivi degli altri.

Un fenomeno antico quanto la società

L’ostilità verso il successo altrui non è certo un’invenzione contemporanea. Già nell’antica Grecia esisteva il concetto di “phthonos”, l’invidia degli dei verso gli uomini troppo fortunati, ritenuta causa della loro rovina.

Wikipedia ci aiuta con altri dettagli sulla questione: https://it.wikipedia.org/wiki/Invidia_degli_d%C3%A8i

Nel Medioevo, l’invidia era considerata uno dei sette peccati capitali, segno di quanto fosse riconosciuta come forza distruttiva della società. Le cronache storiche sono piene di esempi di figure brillanti ostacolate da contemporanei: da Socrate condannato a morte, per passare poi a Galileo perseguitato per le sue scoperte.

Ulteriori dettagli riguardanti l’epoca del Medioevo al link: https://www.ilgraffio.online/2021/03/20/linvidia-vizio-rende-brutti-ciechi/

Le cause psicologiche e sociali

Diverse dinamiche generano questo atteggiamento. Sul piano psicologico, il confronto sociale è chiaramente inevitabile e spesso doloroso. Quando qualcuno vicino a noi ha successo, questo può funzionare come uno specchio che riflette le nostre mancanze, generando disagio e insicurezza. L’invidia nasce dalla percezione di una disparità tra ciò che abbiamo e ciò che vorremmo avere. Questa sensazione purtroppo è amplificata quando il successo riguarda persone del nostro stesso contesto. Ho trovato interessante questo articolo, che affronta l’argomento in maniera chiara e approfondita e che vi consiglio di leggere prima di continuare. https://www.serenis.it/articoli/teoria-del-confronto-sociale/

Sul piano sociale, si può dire che entrano in gioco dinamiche di gruppo e percezioni di giustizia (o ingiustizia). In contesti dove le risorse sono limitate (o percepite come tali), il successo di uno può essere visto come una riduzione delle possibilità altrui. Inoltre, in società con scarsa “mobilità” sociale, il successo individuale può essere percepito come ingiusto, alimentando una sorta di rancore collettivo. Non va trascurato il ruolo dei media e dei social network, che oggi amplificano in maniera esagerata l’esposizione ai successi altrui, creando un costante “bombardamento” (se vogliamo) di vite apparentemente perfette che alimenta insoddisfazione e confronti spesso irrealistici.

Conclusione

Affrontare l’ostilità verso il successo, sia quando la subiamo, sia quando ci sorprendiamo a provarla è un viaggio che richiede coraggio e sì, compassione. Verso noi stessi, innanzitutto. Siamo tutti umani, imperfetti, attraversati da emozioni contrastanti che non sempre ci piacciono. Sentire una fitta di invidia non ci rende persone cattive.
È importante ricordare che dietro ogni successo c’è quasi sempre una storia di sacrifici, paure superate, notti insonni e momenti di sconforto che non vediamo. Dietro ogni manifestazione di invidia c’è spesso una persona che soffre, che si sente inadeguata, che lotta con i propri demoni interiori. È chiaro che nessuno sceglie di essere invidioso per crudeltà, e credo fortemente che sia un meccanismo di difesa, collegato probabilmente ad un dolore più profondo. Non devi giustificare il tuo successo a nessuno, proteggiti dalle energie negative e non chiuderti in te stesso per nessun motivo. Continua a essere generoso, disponibile a condividere ciò che hai imparato, perché potresti diventare la fonte di ispirazione di qualcuno che riesce a capire la tua “storia”.
Ho la sensazione che in fondo, siamo tutti sulla stessa strada, anche se a velocità diverse e con destinazioni differenti, il successo degli altri non ci toglie nulla, semmai, ci ricorda che è possibile. E forse è proprio questo il messaggio più potente e reale: se ce l’ha fatta qualcuno che conosciamo, qualcuno che ci somiglia, allora forse possiamo farcela anche noi.
Voglio espormi dicendo che la vera vittoria non sta nel battere gli altri, ma nel fare pace con noi stessi e con il nostro percorso, qualunque esso sia. Nel celebrare i traguardi altrui con cuore aperto (e posso dirvi che è bellissimo). Cominciamo da qui, da oggi, da questo piccolo cambiamento di sguardo. Potrebbe fare tutta la differenza.

Luca Muzi

Castel Viscardo 📍

11 risposte a “Quando il successo degli altri fa male: comprendere l’invidia per disinnescarla”

  1. Avatar Vincenza63

    Grazie Luca per il tuo prezioso contributo e questo post così chiaro.
    Buona giornata

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    1. Avatar Luca Muzi

      Ti ringrazio tanto 🙏

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  2. Avatar Papillon, fuga dall'isola del diavolo

    Nelle ultime quattro righe la giusta riflessione. Penso che esista un invidia positiva che si chiama ammirazione.

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  3. Avatar angelo vito lamanna

    buongiorno
    Interessantissimo
    complimenti
    Ormai questo è un punto di riferimento per me
    Ho tanto da imparare.

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    1. Avatar Luca Muzi

      Grazie mille 🙏

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  4. Avatar Livora Gracely

    What makes this reflection even more powerful is how the image echoes the message: a quiet presence holding a small light, while many restless forces press from the outside. It beautifully illustrates that detachment isn’t indifference, but a conscious choice to guard one’s inner clarity while offering goodwill to what we cannot control. Thank you for aligning words and imagery so seamlessly.

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    1. Avatar Luca Muzi

      Ti ringrazio di cuore. Mi scalda il cuore sapere che l’armonia tra parole e immagini sia arrivata in modo così nitido. È proprio questa la “chiarezza” che cercavo di trasmettere. 🙏🙏

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  5. Avatar Expansão e Percepção

    A sensitive and very truthful text. A necessary reflection on how the success of others can awaken difficult, yet profoundly human feelings. I especially liked the invitation to empathy and generosity: celebrating the achievements of others as a source of inspiration, not comparison. A reading that is welcoming, thought-provoking, and reminds us that everyone has their own time and path. 🙂🙏🏻✨

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