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Connessioni proibite: la tecnologia che entra nei sogni

Una startup californiana chiamata REMspace ha annunciato un esperimento che sembra uscito da un romanzo di fantascienza: due persone avrebbero comunicato tra loro mentre si trovavano in uno stato di sogno lucido.

L’esperimento

Due partecipanti, addormentati nelle proprie abitazioni, sono stati monitorati attraverso dispositivi che tracciano le loro onde cerebrali. Quando i sensori hanno rilevato che entrambi i soggetti erano entrati nella fase REM del sonno e stavano sperimentando un sogno lucido (cioè un sogno in cui si è consapevoli di stare dormendo) il sistema avrebbe inviato un messaggio in codice al primo partecipante attraverso stimoli specifici.

La tecnologia dietro il sogno

REMspace utilizza una moltitudine di tecnologie neurotecnologiche avanzate. Gli strumenti impiegati includono sensori EEG per monitorare l’attività cerebrale, tracciamento dei movimenti oculari per identificare la fase REM, e sistemi di stimolazione che possono inviare segnali ai sognatori senza svegliarli completamente. L’obiettivo è creare un collegamento tra il mondo dei sogni e la realtà esterna. È possibile inoltre dire che i sogni lucidi rappresentano una finestra unica sulla coscienza umana.

Reazioni della comunità scientifica

L’annuncio ha suscitato reazioni contrastanti nel mondo scientifico. Alcuni ricercatori esprimono scetticismo, sottolineando la necessità di una revisione dei risultati da parte di altri esperti. Altri invece vedono in questa ricerca un potenziale punto di svolta nello studio della coscienza e della comunicazione umana. Le domande sono numerose: come si può garantire che la comunicazione sia effettivamente avvenuta durante il sogno e non sia il risultato di suggestione o di fenomeni psicologici del dopo risveglio? Quali protocolli sono stati utilizzati per verificare l’autenticità dell’esperimento? REMspace ha promesso di pubblicare maggiori dettagli, ma al momento molti aspetti rimangono ancora da chiarire.

Per chi volesse approfondire, REMspace ha pubblicato anche un video sul proprio canale YouTube: https://youtu.be/hordSnQAd50?si=y6vp0X2emGVTLN7N

Applicazioni future

Se confermata, questa tecnologia potrebbe aprire scenari davvero affascinanti. REMspace immagina applicazioni che vanno dalla terapia dei disturbi del sonno, alla formazione professionale in ambienti onirici.  Credono anche nella possibilità di risolvere problemi complessi, sfruttando la creatività amplificata dello stato di sogno.
Ovviamente, una tecnologia del genere solleva anche importanti questioni etiche. La privacy dei nostri sogni dovrebbe essere protetta? Quali potrebbero essere le conseguenze psicologiche dell’interferenza con i processi onirici naturali? Questi interrogativi dovranno essere affrontati man mano che la ricerca procede, e personalmente non vedo l’ora di scoprire come si evolverà.

Tiriamo le somme

Che l’esperimento venga confermato o meno, ciò che ci racconta è qualcosa di veramente profondo sul momento storico che stiamo vivendo. Si stanno esplorando territori della mente umana che per millenni sono rimasti inaccessibili, misteriosi e oserei dire, anche sacri. C’è chi guarda a questi sviluppi con timore (ed è comprensibile), chi con entusiasmo. Forse la posizione più saggia è comunque quella della curiosità, tenendo sempre presente che ogni grande balzo tecnologico nella storia dell’umanità ha portato con sé sia benefici che sfide.
Se davvero stiamo per attraversare la soglia dei sogni condivisi, portiamo con noi non solo la tecnologia, ma anche la saggezza, l’etica e soprattutto l’umanità. I sogni sono lo spazio dove siamo più vulnerabili e più autentici, dove le maschere cadono e l’anima parla. Proteggere questa dimensione, rispettarla, esplorarla con delicatezza sarà essenziale.
Il futuro avanza, come sempre ha fatto, e noi, siamo chiamati a modificarlo con le nostre scelte. Con mente aperta e cuore sempre vigile, possiamo accogliere le meraviglie che ci attendono senza perdere di vista qualcosa che ci rende umani. Se non lo hai capito sto parlando della capacità di sognare. Concludo con una frase che ritengo ad hoc.

“Il futuro appartiene a chi crede nella bellezza dei propri sogni.” – Eleanor Roosevelt

Luca Muzi

Castel Viscardo 📍

11 risposte a “Connessioni proibite: la tecnologia che entra nei sogni”

  1. Avatar almerighi

    Non c’è più un luogo senza tecnologia

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  2. Avatar baglio2013

    Addirittura entrare nei sogni … mi sembra davvero la fine del mondo.
    Non solo in senso onirico.

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  3. Avatar Vincenza63

    Sono del parere che ci debbano essere dei limiti. Questo è un ambito in cui penso siano obbligatori.
    Buona giornata Luca

    Piace a 1 persona

    1. Avatar Luca Muzi

      Condivido! Buona giornata 👍

      Piace a 1 persona

  4. Avatar Evaporata

    Se entrano nei miei sogni non trovano più la strada per tornare a casa.

    Piace a 2 people

  5. Avatar nightgenerouslyf97e785ca2
    nightgenerouslyf97e785ca2

    Inquietante

    Piace a 1 persona

  6. Avatar guido arci camalli

    La tecnologia indirettamente entra già nei nostri sogni

    Piace a 2 people

  7. Avatar Nemesys
  8. Avatar tutto mondo dell'universo

    Prima poi risveglia parola di dio

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