In Italia, dietro le vetrine colorate delle tabaccherie e dei bar, si consuma ogni giorno un dramma silenzioso. I Gratta e Vinci, insieme alle altre forme di gioco d’azzardo legalizzato, rappresentano una delle contraddizioni più evidenti del nostro sistema.
Un business miliardario sulle spalle dei più deboli
I numeri sono davvero impressionanti e inquietanti. Gli italiani spendono ogni anno miliardi di euro in Gratta e Vinci, con una media tra le più alte d’Europa. Dietro queste cifre si nascondono storie individuali di dipendenza, famiglie distrutte, risparmi dissolti, alla ricerca di un sogno chiaramente irraggiungibile. La distribuzione è diventata quasi asfissiante: ogni angolo di strada, ogni quartiere, ogni piccolo paese ha i suoi punti vendita. Incredibilmente non serve cercare, il gioco ti trova. Questa accessibilità non è casuale, ma il risultato di scelte politiche discutibili, che hanno trasformato il gioco d’azzardo in un pilastro del bilancio statale.

Il paradosso dello Stato
Lo Stato italiano si trova in una posizione moralmente insostenibile. Da un lato destina risorse (praticamente quasi sempre insufficienti) per curare la ludopatia, riconosciuta ormai come patologia dal 2013. Dall’altro, pur non pubblicizzando i Gratta e Vinci direttamente, li rende super accessibili e ne dipende economicamente per alimentare le casse pubbliche. È come se un genitore offrisse dolci a un figlio diabetico, per poi portarlo dal medico quando sta male. Piccolo spoiler: succede molto spesso ma torniamo al precedente problema. La contraddizione è clamorosa, come può lo Stato proteggere i cittadini da un pericolo che esso stesso alimenta e promuove così tanto?

Le vittime invisibili
Chi gratta compulsivamente quei biglietti non è solo “un giocatore”. Spesso sono persone che cercano una via d’uscita da un’instabilità economica, inseguendo il “miraggio” (se vogliamo) di risolvere il problema con un colpo di fortuna. È triste notare che spesso chi cade vittima di questo “vizio”, sono anziani con pensioni misere, disoccupati senza prospettive, lavoratori sottopagati che vedono nel Gratta e Vinci l’unica possibilità di cambiamento. La dipendenza da gioco non ha pietà per nessuno. Quando questa si manifesta, le conseguenze si estendono spesso a coniugi che scoprono debiti nascosti, figli privati di opportunità, relazioni familiari che si sgretolano. Numeri alla mano, la testata PressGiochi.it ha dichiarato che in Italia nel 2024 sono stati spesi per i Gratta e Vinci ben 13,240 miliardi di euro, un numero decisamente inquietante.
Vi allego il link:
Un modello da ripensare radicalmente
In Italia il gioco d’azzardo è stato progressivamente liberalizzato, trasformandosi in un’industria che macina denaro a discapito dei più fragili. Ormai è chiaro a tutti, al nostro Paese serve un cambiamento. Lo Stato non dovrebbe continuare a finanziare la spesa pubblica attraverso meccanismi che alimentano dipendenze e distruggono vite. È necessario un ripensamento che metta al centro la salute pubblica e non gli introiti fiscali.

Tiriamo le somme
Se stai leggendo queste righe e riconosci in queste parole un qualcosa che stai vivendo, sappi che non sei solo. La vergogna che forse provi, quel senso di sconfitta quando ti trovi davanti all’ennesimo biglietto perdente, non definisce chi sei. Sei una persona che sta affrontando una dipendenza reale, riconosciuta dalla scienza medica, e per questo meriti aiuto, non giudizio. Non è colpa tua se lo Stato ha scelto di rendere il gioco d’azzardo onnipresente, accessibile a ogni ora, pubblicizzato come innocuo e spacciandolo per intrattenimento. Non è debolezza cercare nel gioco una speranza quando la vita sembra offrire solo e soltanto porte chiuse. Ma c’è una verità importante: la soluzione si trova nel coraggio di chiedere aiuto, nel rivolgersi ai servizi per le dipendenze, nel confidarsi con qualcuno di cui ti fidi. Il percorso per uscirne esiste, ed è percorribile.
In alternativa, puoi contattare:
- Il numero verde 800 55 88 22: Un servizio nazionale anonimo e gratuito che fornisce informazioni e orienta verso il percorso di cura più adatto.
- Il gruppo “Giocatori anonimi” https://lnx.giocatorianonimi.org/contatti/
- SerD: I Servizi per le Dipendenze, presenti nelle ASL, che si occupano di prevenzione e della cura di varie dipendenze, inclusa la ludopatia.
- Psichiatri o Psicoterapeuti che sapranno sicuramente aiutarti.
E a chi non è toccato direttamente da questo problema, chiedo di guardare con compassione, non con giudizio. Dietro ogni persona che compra compulsivamente Gratta e Vinci c’è molto probabilmente una storia di sofferenza, di speranze tradite e di un sistema che ha fallito nel proteggerla. Prima di giudicare, ricordiamoci che la vulnerabilità è umana, e che in circostanze diverse potremmo essere noi dall’altra parte del banco. L’empatia, insieme alla volontà concreta della politica di cambiare, è il primo passo verso una società che smetta di lucrare sulle fragilità dei suoi cittadini.
Luca Muzi
Castel Viscardo📍

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