Nel 2025, mentre in Occidente si discute di matrimoni eccentrici e cerimonie non proprio convenzionali, milioni di persone nel mondo vivono ancora una realtà completamente diversa. Stiamo parlando dei matrimoni combinati o forzati, considerati di un’epoca passata, ma che invece persistono con numeri allarmanti.
I numeri di un fenomeno globale
Secondo un rapporto UNICEF, si stima che circa 640 milioni di ragazze e donne abbiano contratto il matrimonio durante l’infanzia, e che ogni anno 12 milioni si sposino prima dei 18 anni.
Sono 60 milioni i matrimoni forzati nel nostro pianeta:
- in 146 paesi, le ragazze possono sposarsi al di sotto dei 18 anni.
- in 52 paesi, il matrimonio è consentito prima di aver compiuto i 15.
Purtroppo, i casi sono in crescita del 15% rispetto al 2016, ed è questo un dato che evidenzia come la lotta contro questa pratica sia ancora lontanissima dall’essere vinta.
Potete trovare ulteriori dettagli nell’articolo del 2023, pubblicato sul sito di UNICEF, al seguente Link: https://www.unicef.it/media/nuovo-rapporto-unicef-640-milioni-di-ragazze-date-in-moglie-durante-l-infanzia/

Dove avviene ancora
I matrimoni combinati e forzati rimangono diffusi principalmente in alcune aree geografiche specifiche. L’Asia meridionale, inclusi India, Bangladesh e Pakistan, mantengono tassi di divorzio molto bassi a causa delle norme stringenti legate alla cultura, in contesti familiari profondamente patriarcali. Questo fenomeno comunque non riguarda solo l’Asia, nell’Africa subsahariana e in Medio Oriente è ancora alto il numero dei matrimoni precoci e forzati. Nel nostro paese si stimano circa 2.000 bambine e ragazze all’anno a rischio matrimonio forzato, concentrate soprattutto nelle comunità straniere. A seguire vi allego un link dove se ne parla in maniera ancora più dettagliata: https://www.actionaid.it/press-area/matrimoni-forzati-cosa-succede-italia/
Povertà ed economia familiare
Povertà, insicurezza, accesso estremamente limitato all’istruzione e a valide opportunità di lavoro fanno sì che un matrimonio forzato venga visto solo come metodo “vantaggioso” per uscire dalla povertà delle famiglie. In alcuni contesti, una figlia rappresenta soltanto un peso economico che la famiglia cerca di alleggerire attraverso il matrimonio, quasi sempre con qualche scambio, oppure molto spesso, in cambio di una dote o un pagamento.
Controllo patriarcale e tradizione
Nelle società fortemente patriarcali, i matrimoni combinati servono a esercitare un rigido controllo sulle donne e a preservare strutture di potere tradizionali. L’onore familiare e il mantenimento della “purezza” sono considerati più importanti della libertà individuale.

Chi scappa: storie di coraggio e resistenza
Non tutte accettano questo destino, in tutto il mondo ci sono donne e ragazze che trovano il coraggio di ribellarsi, spesso a rischio della propria vita.
Alcune fuggono poco prima delle nozze, cercando rifugio presso associazioni di supporto, ambasciate o famiglie disposte ad aiutarle. Alcune riescono a raggiungere paesi occidentali, dove chiedono poi asilo politico.
Le storie di queste fughe sono ovviamente molto drammatiche, queste ragazze molto spesso attraversano confini di notte, costrette a rompere ogni legame con la famiglia d’origine, con il rischio di ritorsioni violente. È importante tenere sempre a mente che per ogni donna che riesce a scappare, ce n’è una moltitudine che non ha purtroppo questa possibilità, intrappolate chiaramente dalla paura.
Iniziative legislative
Molti paesi hanno finalmente innalzato l’età minima per il matrimonio a 18 anni. Alcuni hanno introdotto pene severe per chi organizza o impone un matrimonio forzato. In Italia, nell’ottobre 2025, è stata presentata una proposta di legge che prevede pene più aspre per contrastare i matrimoni combinati. Vi allego il link, dove in un parte dell’articolo si parla di questo tema: https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2025/10/08/proposta-di-fdi-velo-integrale-vietato_fe802a23-ff39-4363-95b8-429eeed4e6bb.html

Cosa di è fatto e cosa si sta facendo
Organizzazioni come ActionAid, UNICEF e Save the Children si impegnano in prima persona, con programmi educativi, aventi l’obiettivo finale di sensibilizzare le comunità sui diritti, e in particolare quelli delle bambine. Molti paesi invece hanno creato dei rifugi sicuri, dove le donne che fuggono da matrimoni forzati possono trovare la giusta protezione, con assistenza legale e supporto psicologico.
Tiriamo le somme
Ad essere sincero ho provato molte emozioni nel cercare informazioni su questa triste vicenda, e nel 2025, mentre per fortuna noi, celebriamo l’amore libero e le unioni basate sulla scelta personale, non possiamo dimenticare che milioni di persone, soprattutto donne e ragazze, vedano negato questo diritto fondamentale. I matrimoni combinati e forzati non sono affatto storia passata, ma una realtà tuttora presente, e che richiede la giusta attenzione.
La lotta per il diritto di scegliere il proprio partner e il proprio destino deve continuare, con la consapevolezza che dietro ogni fuga ci sono straordinari atti di coraggio. Concludo con una storia che personalmente mi ha toccato nel profondo. Parlo della storia di una ragazza originaria del Bangladesh, trasferitasi a Rimini all’età di 7 anni, e costretta poi ad un matrimonio combinato dalla sua famiglia nel suo paese d’origine.

La sua storia è raccontata da Massimo Gramellini in questo toccante intervento su La7: https://www.la7.it/in-altre-parole/video/il-coraggio-della-ragazza-costretta-a-sposarsi-che-riconquista-la-liberta-in-italia-la-buonanotte-di-04-10-2025-613909
Luca Muzi
Castel Viscardo 📍

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