I videogiochi sono da sempre molto popolari. Negli anni hanno suscitato molteplici perplessità, e di conseguenza varie discussioni, per i loro possibili effetti sulla mente umana. I videogiochi quindi sono solo un passatempo o influenzano realmente il nostro cervello? In questo articolo analizzeremo sia i benefici che i potenziali rischi, legati al loro uso.

I potenziali rischi dei videogiochi
I rischi associati ai videogiochi sono spesso al centro del dibattito. La preoccupazione maggiore riguarda lo sviluppo di una vera e propria dipendenza, un “disturbo” riconosciuto anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità con il nome di “gaming disorder”. In questi casi, il gioco diventa il punto centrale nella vita del soggetto, portandolo a trascurare i propri doveri, relazioni sociali, e persino la propria salute. Questa “compulsione” può avere conseguenze gravi sulla salute mentale, portando anche depressione e ansia.
Videogiochi violenti e aggressività
Un altro aspetto negativo che spesso viene citato, è l’associazione tra videogiochi violenti e aggressività. Molti studi indeboliscono tale correlazione, e suggeriscono che la predisposizione individuale, il contesto sociale e familiare sono fattori più determinanti rispetto al gioco stesso.

I benefici inaspettati dei videogiochi
Tuttavia, criticare severamente i videogiochi sarebbe un errore, poiché hanno anche una serie di benefici. Molti giochi, soprattutto quelli di strategia o di ruolo, possono migliorare le abilità cognitive. I videogiochi possono anche essere un’ottima via di fuga dallo stress, un modo per rilassarsi e staccare la spina dopo una giornata impegnativa. Ho sperimentato personalmente che, nei giochi in cui è richiesta un’immersione profonda, ad esempio con una trama complessa, dove la concentrazione è essenziale, un grande miglioramento in termini di gestione della tensione.
Un mondo infinito
Anche sul piano sociale, alcuni videogiochi offrono molto. Ad esempio le piattaforme che hanno la possibilità di giocare online, permettono di interagire con persone provenienti da ogni parte del mondo, che oltre ad un senso di comunità può far nascere anche “amicizie”. Questi spazi virtuali possono essere particolarmente utili per le persone che faticano a socializzare nella vita reale.

FDA approva un videogioco per l’ADHD
Stiamo parlando di EndeavorRx, un videogioco terapeutico che ha ricevuto l’autorizzazione dalla Food and Drug Administration (FDA) negli Stati Uniti per trattare il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD) nei bambini e ragazzi tra gli 8 e i 17 anni. Attraverso sfide e stimoli visivi il videogioco cerca di attivare e rafforzare le aree del cervello legate all’attenzione, ed é stato sviluppato esclusivamente per tablet e smartphone. Non bisogna commettere l’errore di credere che esso sia un farmaco o una terapia! È pensato per essere utilizzato come parte di un programma terapeutico più complesso, e negli Stati Uniti (unico paese dove è disponibile) per poterne usufruire, serve una prescrizione da parte di un medico qualificato.
Puoi trovare altre info su: https://www.innlifes.com/digital-health/endeavorrx-terapia-digitale/
Tiriamo le conclusioni
Credo che non esistano videogiochi buoni o cattivi. Come ogni passatempo, il loro impatto dipende da come e quanto vengono utilizzati. L’approccio più sano è quello di cercare di dargli un equilibrio, senza trascurare gli “impegni” che abbiamo tutti verso la società, ed in particolare verso la nostra famiglie e le persone a noi più care. Sostituire completamente le interazioni reali, con quelle online non è una buona cosa! tuttavia giocare con moderazione è una forma di divertimento che può avere anche aspetti positivi. Attenzione però a non far diventare quella dei videogiochi, l’unica fonte di gratificazione. Dopotutto forse, il vero problema non sono videogiochi, ma il fatto che per molte persone, questi siano l’unica via di fuga da una realtà che non li ascolta e non li comprende.
Luca Muzi
Castel Viscardo 📍

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